L’Ascesa verso la Libertà: La fede che muove i monti e la Scala di San Giovanni

Siamo alla quarta domenica della Grande Quaresima, un momento di snodo nel nostro cammino verso la Luce della Risurrezione. Se la scorsa domenica abbiamo guardato alla Santa Croce come a un segno di vittoria, oggi la Chiesa ci pone dinanzi due riferimenti fondamentali: il testo travolgente del Vangelo sulla guarigione di un giovane posseduto da uno spirito impuro e la figura luminosa di San Giovanni Climaco (della Scala).

Questa è la domenica in cui impariamo che la vita del cristiano non è una sosta, ma un dinamismo — dinamismos — un’ascesa continua in cui la preghiera e il digiuno diventano le uniche armi capaci di spezzare le catene del maligno.

“Credo, Signore! Aiuta la mia incredulità” – Il paradosso del cuore umano

Il Vangelo di oggi (Marco 9, 17-32) ci presenta il dramma di un padre straziato dal dolore. Suo figlio, tormentato da uno spirito “muto e sordo”, rappresenta spesso il nostro stato interiore quando il peccato rende muta la nostra coscienza e sorda la nostra capacità di ascoltare la chiamata divina.

La parola chiave di questo dialogo tra l’uomo e Dio è πίστις (pistis), che in lingua greca significa molto più di una semplice accettazione intellettuale dell’esistenza di Dio; significa fiducia totale, fedeltà e abbandono nelle braccia del Creatore. Quando il padre grida: “Credo, Signore! Aiuta la mia incredulità!”, ci offre la definizione più sincera della nostra condizione: siamo in una perenne oscillazione tra il desiderio di santità e la debolezza della nostra natura.

San Giovanni Crisostomo interpreta questo momento con particolare finezza:

“Non ha detto semplicemente ‘aiutami’, ma ‘aiuta la mia incredulità’, mostrando che abbiamo bisogno della grazia di Dio anche per credere correttamente, poiché anche la fede è un dono che va nutrito con l’umiltà.” [^1]

La preghiera e il digiuno: Le due ali dell’anima

I discepoli, sebbene avessero ricevuto il potere dal Signore, non riuscirono a guarire il fanciullo. Il motivo? Una certa autosufficienza che si era instaurata nei loro cuori. La risposta del Salvatore è categorica: “Questa specie di demoni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera e il digiuno.”

Perché queste due pratiche? Perché rappresentano il rifiuto dell’uomo di essere schiavo della materia e degli istinti. Il digiuno ci libera dalla dipendenza dalle cose visibili, mentre la preghiera ci connette all’Invisibile. In un’epoca di consumismo parossistico, dove il “digiuno” è visto come una dieta e la preghiera come un esercizio di mindfulness, la Chiesa ci ricorda che questi sono strumenti di lotta duhovnicească (spirituale).

San Giovanni Climaco, commemorato oggi, descrive la preghiera nella sua celebre opera “La Scala”:

“La preghiera è, per sua natura, il rapporto e l’unione dell’uomo con Dio; per sua efficacia, è la conservazione del mondo, la riconciliazione con Dio, madre e insieme figlia delle lacrime.” [^2]

San Giovanni Climaco e la logica dell’ascesa

Se il Vangelo ci mostra la lotta contro le potenze delle tenebre, San Giovanni Climaco ci offre la mappa della lotta contro noi stessi. Egli ha sistematizzato la vita cristiana in 30 gradini, corrispondenti agli anni della vita terrena del Salvatore.

Il concetto di metanoia (μετάνοια), tradotto come “pentimento”, è essenziale nella sua visione. In greco, questa parola significa letteralmente “cambiamento della mente” o “riorientamento dell’intera esistenza”. Non è un semplice rimorso psicologico, ma un processo attivo di trasformazione. Man mano che saliamo, il peso dei peccati si alleggerisce attraverso il mistero della confessione e l’esercizio delle virtù.

San Giovanni ci avverte però riguardo all’orgoglio, che può far cadere un uomo anche dall’ultimo gradino:

“Non esaltarti per i tuoi successi spirituali, poiché quanto più in alto sali, tanto più la caduta è pericolosa. L’umiltà è l’unica che ha i piedi ben piantati a terra mentre la testa tocca il cielo.” [^3]


La lezione della sofferenza e della pazienza

Un dettaglio toccante nel testo biblico è la domanda del Signore: “Da quanto tempo gli accade questo?”. Dio non chiede perché non sappia, ma per mettere in luce la pazienza del padre e la profondità della sofferenza. Spesso, nella nostra vita, affrontiamo problemi che sembrano risalire “all’infanzia” — vecchie ferite, traumi o passioni che sembrano far parte del nostro DNA.

L’esempio del padre del Vangelo ci insegna a non disperare. Anche se abbiamo provato “dai discepoli” (cioè attraverso mezzi umani, medici o le nostre sole forze) e non ci siamo riusciti, la soluzione rimane sempre la stessa: “Portatelo da Me!”. Cristo è l’unico che può rialzare l’uomo per mano, proprio come ha rialzato il fanciullo che “sembrava morto”.

Tabella dell’Ascesa Spirituale (Sintesi)

TappaStrumento PrincipaleEffetto nell’Anima
La BaseDigiuno e AstinenzaPurificazione dei sensi e della mente
Il MezzoPreghiera e PentimentoConquista della pace interiore
La VettaAmore e UmiltàUnione mistica con Dio

Conclusione: Un appello al coraggio

La quarta domenica di Quaresima è un grido di incoraggiamento. Non siamo soli sulla scala. Sopra ogni gradino sta Cristo, tendendoci la mano, esattamente come l’ha tesa al fanciullo del Vangelo.

La sfida per la settimana che segue è semplice, ma profonda: identificare quello “spirito muto” nella nostra vita — quel problema o quella passione di cui abbiamo paura di parlare — e portarlo davanti al Signore con il grido del padre: “Aiuta la mia incredulità!”.

Non dimentichiamo che il digiuno senza preghiera è solo una forma di orgoglio fisico, e la preghiera senza digiuno è priva di vigore. Intrecciandoli entrambi sotto la guida di San Giovanni Climaco, scopriremo che nessun monte è troppo alto e nessun abisso troppo profondo per Colui che ha vinto la morte.

Esortazione: Oggi, fate un piccolo esercizio di sincerità davanti all’icona del Salvatore. Ditegli esattamente dove provate dolore e dove sentite che vi manca la fede. Egli aspetta solo il nostro permesso per compiere il miracolo.


Note bibliografiche:

[^1]: San Giovanni Crisostomo, Omelie sul Vangelo di Matteo, Omelia LVII.

[^2]: San Giovanni Climaco, La Scala del Paradiso, Gradino XXVIII (Sulla preghiera).

[^3]: San Giovanni Climaco, La Scala del Paradiso, Gradino XXV (Sull’umiltà).

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