Introduzione: La Grande Impotenza di Guardare il Cielo
Immaginate una vita trascorsa con lo sguardo fisso a terra. Non per umiltà, ma per impotenza fisica. Questa è l’immagine che ci offre il Vangelo della XXVII Domenica dopo la Pentecoste: il volto della donna curva (Luca 13, 10-17), una donna che, per diciotto anni, “non poteva in alcun modo raddrizzarsi.”
Questa infelice non è solo un caso medico; è uno specchio implacabile della condizione umana asservita al peccato e alle preoccupazioni mondane. Anche noi, spesso, siamo curvi – piegati sotto il peso delle passioni, legati a piccole preoccupazioni e incapaci di guardare il Cielo, il nostro scopo finale. La parabola non ci parla solo di una guarigione fisica avvenuta di sabato, ma della liberazione più importante: la liberazione dal legame di Satana, una liberazione che deve avvenire oggi, in qualsiasi giorno.
1. La Curvatura: La Diagnosi di un’Oppressione di Lunga Data
La donna che entra nella sinagoga non è solo malata; è un simbolo di una sofferenza che dura da molto tempo – diciotto anni.
1.1. Lo Spirito di Infermità e il Legame di Satana
Il Salvatore Stesso stabilisce la diagnosi spirituale della malattia: ella aveva “uno spirito di infermità” ed era stata “legata da Satana” per diciotto anni.
Qui non si tratta solo di una malattia naturale, ma di un’oppressione demoniaca che ha colpito il suo corpo. I Padri della Chiesa ci insegnano che sebbene non ogni malattia provenga direttamente dal diavolo, tutte le sofferenze corporee e spirituali sono, in ultima analisi, conseguenze della Caduta e dell’azione del male nel mondo.
La curvatura rappresenta, sul piano spirituale (duhovnicesc):
L’inclinazione verso le cose terrene: Il cuore dell’uomo è costantemente piegato verso la terra – verso ricchezze, piaceri, preoccupazioni materiali – e rifiuta di elevarsi verso le cose celesti.
Il peso del peccato: Il peccato ci appesantisce e ci impedisce di dirigerci verso Dio. Peccando, ci leghiamo da soli a Satana.
San Giovanni Crisostomo spiega: “La sua curvatura era un’immagine dell’impotenza umana di sollevarsi dal peccato. Il diavolo, legando il corpo, ha mostrato ciò che fa con l’anima, piegandola sempre verso il basso e impedendole di vedere l’altezza.”¹
2. Il Mistero dell’Intervento Divino: La Proattività della Compassione
L’evento si svolge nella sinagoga, di sabato, il giorno di riposo, mentre Gesù insegnava.
2.1. Vedendola, la Chiamò
Un dettaglio cruciale è che Gesù, vedendola, la chiamò (Luca 13:12). La donna non chiede la guarigione, non prega, forse non spera più. È solo presente, ed è Cristo Colui che inizia il miracolo.
Questo atto è una prova dell’amore incondizionato del Salvatore: Egli ci vede nella nostra infermità, anche quando noi non abbiamo la forza o la fede per invocarlo.
La Guarigione tramite la Parola: “Donna, sei liberata dalla tua infermità!” La Parola di Cristo è Liberazione. Dove la legge e il rituale non potevano fare nulla, la Sua Parola ha spezzato il legame di diciotto anni.
La Guarigione tramite il Tocco: “E pose le mani su di lei, e lei subito si raddrizzò e glorificava Dio.” Il Tocco del Salvatore (l’imposizione delle mani) è il Sacramento (il Mistero) che trasmette la Grazia guaritrice di Dio.
3. Il Conflitto: La Lettera della Legge Contro lo Spirito dell’Amore
Subito dopo la guarigione, la gioia viene oscurata dalla rabbia del capo della sinagoga.
3.1. L’Ipocrisia del Capo della Sinagoga
La reazione del capo della sinagoga è la definizione dell’ipocrisia religiosa: egli non gioisce per la liberazione di una sofferente, ma si arrabbia perché è stata infranta la Legge del Sabato. Non accusa direttamente Gesù, ma si rivolge alla folla: “Ci sono sei giorni in cui bisogna lavorare; venite dunque in quei giorni e fatevi guarire, e non in giorno di sabato!”
Per queste persone, la regola era più importante dell’essere umano. La Lettera della Legge era diventata un giogo più pesante dell’infermità della donna.
3.2. La Risposta Tagliente di Cristo
Cristo denuncia direttamente questa ipocrisia con l’appellativo “Ipocriti!”
Il Suo argomento è semplice e schiacciante: Se ognuno di voi non slega forse di sabato il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia e lo conduce a bere, come non doveva essere liberata da questo legame in giorno di sabato costei, che è figlia di Abramo, e che Satana aveva legato per ben diciotto anni?
San Basilio Magno ci illumina su questo principio: “Non è lo scopo della Legge quello di tormentare l’uomo, ma di salvarlo. Se aiutare un animale è permesso per compassione verso la creatura, quanto più è permesso salvare un’anima e un corpo dalla schiavitù nel giorno dedicato al riposo di Dio!”²
In sostanza, Cristo dimostra che la Misericordia è la Legge suprema. Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato (Marco 2:27).
4. L’Interpretazione Spirituale (Duhovnicescă): Liberazione dai Legami del Mondo
La festa del Sabato nell’Antico Testamento era una prefigurazione del Riposo del Signore e del Regno dei Cieli. Guarendo di sabato, Cristo dimostra di essere venuto a inaugurare il Riposo vero, che è la liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte.
4.1. Il Sabato – Il Tempo della Salvezza Suprema
La guarigione della donna curva è, dunque, un atto missionario e teologico:
Missione: Cristo è venuto per spezzare i legami del diavolo, non per aggiungere regole alla vita umana.
Teologia: Attraverso la Guarigione, Egli si è rivelato come Signore del Sabato, Colui che può offrire il vero Riposo.
La donna curva che si raddrizza e guarda il Cielo simboleggia l’anima che si solleva dal peccato attraverso il Sacramento della Confessione e la Grazia di Dio. Cristo ci slega da tutti quei legami spirituali che ci tengono con la mente a terra: l’avidità, l’orgoglio, la paura e la mancanza di fede.
4.2. La Chiamata a “Non Essere Più Curvi”
Siamo tutti chiamati a raddrizzarci dalla curvatura. Cosa ci tiene curvi oggi?
La Tirannia dell’Urgente: Siamo piegati dalla tirannia delle cose urgenti, dimenticando le cose eterne.
Il Peso delle Vecchie Abitudini: Passioni vecchie di “diciotto anni” (o una vita intera) ci tengono sconfitti.
Cristo dice anche a noi: “Sei liberato dalla tua infermità!” Dobbiamo solo lasciarci vedere da Lui e rispondere alla Sua chiamata.
San Cirillo d’Alessandria ci esorta: “I miracoli di Cristo non sono solo atti di potenza, ma esortazioni alla fede. Poiché il popolo gioiva vedendo la gloria, mentre gli avversari si vergognavano. Seguiamo dunque la gioia ed evitiamo la vergogna, attraverso il pentimento e le buone azioni.”³
Conclusione: La Vergogna degli Ipocriti e la Gioia del Popolo
Il Vangelo si conclude con un forte contrasto: si vergognarono tutti coloro che erano contro di Lui, mentre tutto il popolo si rallegrava di tutte le cose gloriose fatte da Lui.
Questa vergogna è venuta dal confronto con la Verità. La vergogna di coloro che pongono la tradizione morta o le regole formali al di sopra dell’Amore di Dio. La gioia è venuta dalla liberazione.
Esaminiamo il nostro cuore: Siamo come il capo della sinagoga, più preoccupati della regola che dell’uomo, o siamo come il popolo, che gioisce quando vede che l’Amore di Cristo vince i legami del diavolo?
Eserto: Preghiamo affinché, in ogni Liturgia (che è il Sabato supremo, il Sacramento del Vero Riposo), Cristo ci veda nella nostra curvatura, ci chiami e ponga la Sua Mano guaritrice su di noi. Solo così possiamo raddrizzarci veramente e guardare, pieni di gioia, verso il Cielo.
Note a Piè di Pagina
¹ San Giovanni Crisostomo, Omelie sul Vangelo di Luca, Omelia XXX.
² San Basilio Magno, Omelie e Discorsi, riferimento al fatto che Gesù guariva di sabato, mostrando la superiorità della misericordia sulla regola.
³ San Cirillo d’Alessandria, Commentario al Vangelo secondo Luca, sul contrasto tra coloro che gioiscono della Verità e coloro che vi si oppongono.

