Ogni anno, il 21 novembre, l’Ortodossia celebra una delle sue grandi Feste Imperiali: La Presentazione (o Ingresso) della Santissima Madre di Dio al Tempio, chiamata popolarmente anche Vovidenia (dal termine slavo che significa anch’esso “ingresso”). Questo giorno è molto più di una semplice rievocazione storica; è una finestra sul Mistero della Chiesa, un momento di profonda meditazione sul dono della santità e sulla chiamata che ognuno di noi ha a diventare, per Grazia, dimora di Dio.
In questa festa, la Chiesa ci mostra come la Vergine Maria, all’età di soli tre anni, non solo entri in un luogo di culto costruito da mani umane, ma diventi essa stessa il prototipo e l’immagine vivente della Chiesa Intatta, ponendo le basi della nascita spirituale del mondo.
1. La Promessa dei Genitori: Contesto Storico e Tradizionale
L’evento dell’Ingresso della Madre di Dio non è narrato nei Santi Vangeli, ma è fedelmente custodito nella Santa Tradizione, in particolare attraverso il Protovangelo di Giacomo. I genitori della Santa Vergine, i Giusti Gioacchino e Anna, furono a lungo privati della gioia di avere figli, cosa considerata una grande vergogna in Israele. Nella loro sofferenza, fecero un voto solenne: se Dio avesse concesso loro un figlio, lo avrebbero consacrato a Lui, dandolo a servire nel Tempio di Gerusalemme.
Quando la Santa Vergine compì tre anni, Gioacchino e Anna adempirono il loro giuramento. Portarono la loro figlia al Tempio, dove fu accolta dal Giusto Zaccaria, futuro padre di San Giovanni Battista e il più eminente servitore della Vecchia Legge.
1.1. La Salita dei Gradini e l’Ingresso nel Santo dei Santi
Qui, la Tradizione ci offre dettagli pieni di significato spirituale profondo. Sebbene fosse una bambina piccola, Maria salì i quindici gradini del Tempio senza aiuto, simboleggiando l’ascesa spirituale che ogni cristiano deve compiere.
Poi, il momento culminante, al di fuori di ogni regola della Legge: il Giusto Zaccaria, illuminato dallo Spirito Santo, condusse la bambina Maria oltre il velo, nel Santo dei Santi (Sfânta Sfintelor). Questo era il luogo più sacro del Tempio, dove solo il Sommo Sacerdote poteva entrare, e solo una volta all’anno (a Yom Kippur), portando con sé il sangue del sacrificio.
Attraverso questo atto inatteso, la Chiesa testimonia che la piccola Maria non era solo un sacrificio, ma anticipava essa stessa il nuovo Altare.
2. Il Mistero della Chiesa Vivente: La Madre di Dio, il Nuovo Tempio
Perché la Madre di Dio fu introdotta nel Santo dei Santi? Perché era destinata a diventare la dimora ineffabile di Dio, l’Arca della Nuova Alleanza. Infatti, i Santi Padri chiamano la Madre di Dio “Tempio animato” o “Chiesa Vivente”.
Questa festa sottolinea un cambio di paradigma teologico: Dio non ha più bisogno solo di templi di pietra, ma si prepara a dimorare nel cuore dell’uomo.
San Germano di Costantinopoli ci insegna: “Ella fu condotta al Tempio per essere essa stessa il Tempio puro del Verbo. Non rimase lì come semplice custode, ma fu educata come riposo e dimora per Colui che ha creato il cielo e la terra.”¹
Maria, essendo isolata e cresciuta nella preghiera e nella purezza, raggiunse quello stato di preparazione interiore, divenendo così capace di accogliere Colui che non può essere contenuto nel suo grembo.
2.1. La Vita nel Santo dei Santi: L’Esempio dell’Esichia
Trascorrendo anni nel Tempio, la Madre di Dio si dedicò alla preghiera, al digiuno e al lavoro manuale, in una quiete perfetta. Questo è il modello supremo della vita dello spirito (viața duhovnicească) interamente dedicata a Dio. Imparò a vivere in quel Santo dei Santi interiore del cuore, cioè nello stato di esichia (quiete, o liniștire).
San Gregorio Palamas (grande difensore dell’esicasmo) spiega: “Ella fu la prima a sapere come combinare la vita attiva [lavoro e obbedienza] con quella contemplativa [preghiera e quiete]. Attraverso la sua purezza ininterrotta, la Vergine divenne, dopo Dio, la fonte e l’origine della santità. La sua vita al Tempio fu la perfetta prefigurazione della vita esicasta, dove il cuore diventa vaso della Grazia.”²
Di conseguenza, la Festa dell’Ingresso della Madre di Dio è anche una festa della preghiera incessante e di quell’ attenzione spirituale (duhovnicească) che trasforma l’anima in altare.
3. Il Messaggio dello Spirito per il Fedele Comune
Cosa significa l’Ingresso della Madre di Dio al Tempio per noi, che viviamo nel tumulto del mondo e non possiamo trascorrere anni nel Tempio?
3.1. Il Nostro Ingresso Quotidiano in Chiesa
L’evento ci invita a comprendere che la Chiesa è uno spazio terapeutico (un ospedale dello spirito), non solo un luogo di ritrovo sociale. Il nostro ingresso in chiesa non deve essere un semplice atto di presenza fisica, ma un ingresso oltre il velo del nostro cuore.
Nella tradizione, la Festa di Vovidenia è legata anche all’inizio dell’inverno, all’ingresso nel periodo del digiuno di Natale e a un tempo di previsioni meteorologiche. Ma la previsione più importante è quella che riguarda l’anima: quanto è preparata la mia anima ad accogliere Cristo alla Sua Nascita?
3.2. La Trasformazione della Vita in Sacrificio
Maria si è donata a Dio. Questa è la nostra chiamata: trasformare ogni azione, ogni pensiero e ogni istante di tempo in sacrificio vivente, consacrato al Creatore. Consacrare sé stessi a Dio non significa isolarsi dal mondo, ma portare la santità nel mondo, attraverso il proprio modo di essere.
San Nicodemo l’Aghiorita ci insegna sulla necessità di questa dedizione totale: “Non credere di essere cristiano se non hai donato te stesso come sacrificio a Cristo, osservando i Suoi comandamenti. Poiché come puoi essere il Tempio dello Spirito Santo, se hai il tuo cuore impuro dalle passioni e l’hai dedicato alle cose che passano?”³
Donarsi a Dio significa mantenere il cuore puro dalle passioni, proprio come Maria custodì il suo interno immacolato, per diventare un vaso eletto.
Conclusione: Il Modello Perfetto di Sottomissione e Grazia
La Festa dell’Ingresso della Madre di Dio al Tempio è la festa del Modello Perfetto di Sottomissione e Grazia. Maria ci mostra la via: per diventare portatori di Cristo (cristofori), dobbiamo prima dedicare la nostra vita a Dio in umiltà e preghiera.
Preghiamo affinché la Madre di Dio, colei che ha attraversato le porte del Tempio di Gerusalemme per aprire la porta del Paradiso al mondo intero, ci aiuti a trasformare i nostri cuori in Santi dei Santi, dove Cristo possa dimorare indisturbato. Presentiamo la nostra vita, come un sacrificio intero e puro, davanti all’Altare, seguendo la Vergine Maria nell’ascesa dello spirito.
Eserto: Impegniamoci, in questo giorno, in un Ingresso spirituale in Chiesa, cioè in un rinnovamento della promessa del Battesimo, prendendo la decisione di vivere di più nella preghiera e nella purezza, affinché anche la nostra anima possa riposare, per Grazia, nella pace di Dio.
Note a Piè di Pagina
¹ San Germano di Costantinopoli, Omelia sull’Ingresso della Santissima Madre di Dio al Tempio, Patrologia Graecae 98, 301D.
² San Gregorio Palamas, Omelia sull’Ingresso della Madre di Dio al Tempio, in cui tratta dello stato di esichia della Santa Vergine.
³ San Nicodemo l’Aghiorita, La Guerra Invisibile, Cap. sulla dedicazione totale della vita a Cristo.

