Il Battesimo del Signore o Epifania: Il Giorno in cui i Cieli si sono aperti per l’uomo

Introduzione: Una luce nuova sulle acque del mondo

Nel cuore dell’inverno, quando la natura sembra intorpidita sotto il peso del freddo, la Chiesa Ortodossa ci chiama alle rive del Giordano per celebrare uno dei momenti più sconvolgenti della storia della salvezza: il Battesimo del Signore o Epifania. Al di là delle tradizioni popolari della benedizione delle acque, questa festa, conosciuta con il nome teologico di Teofania o Manifestazione del Signore, rappresenta il momento in cui Dio Si rivela al mondo in modo pieno.

Non si tratta di un semplice lavaggio rituale, ma dell’istante in cui i cieli, chiusi un tempo a causa della disobbedienza di Adamo, si spalancano per ognuno di noi. Oggi, il Salvatore Gesù Cristo entra nelle acque del Giordano non per purificare Se stesso — poiché Egli è la Sorgente della purezza — ma per santificare la natura delle acque e, attraverso di essa, l’intero universo. È la festa in cui la materia viene riscattata e l’uomo è invitato a vedere, per la prima volta, il mistero della Santissima Trinità.


I. L’umiltà del Creatore dinanzi alla creatura: “Io ho bisogno di essere battezzato da Te”

Il Vangelo secondo Matteo (3, 13-17) ci presenta un dialogo pieno di tensione spirituale (duhovnicească) tra San Giovanni Battista e il Salvatore Cristo. Giovanni, “il più grande tra i nati da donna”, trema vedendo il Signore dell’universo venire a chiedere il battesimo. La sua reazione è di profonda umiltà: “Io ho bisogno di essere battezzato da Te, e Tu vieni da me?”.

La risposta del Signore: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”, svela la pedagogia divina. La “giustizia” di cui parla Cristo non è giuridica, ma è la volontà di Dio di solidarizzare con la natura umana caduta. Scendendo nell’acqua, Egli assume simbolicamente il sepolcro, preparando il mistero della propria Risurrezione.

San Giovanni Crisostomo interpreta questa umiltà come fondamento della nostra salvezza:

“Cristo non Si è battezzato perché avesse bisogno di purificazione, ma affinché attraverso le acque santificate dal Suo corpo ci donasse il potere di nascere di nuovo. Egli Si è umiliato sotto la mano del servo per fare del servo un figlio di Dio.”¹


II. La Teofania: La voce del Padre e la Discesa dello Spirito Santo

Il momento dell’uscita dall’acqua è segnato da un miracolo cosmico: i cieli si aprono. Questa apertura simboleggia il ripristino della comunicazione diretta tra la divinità e l’umanità. L’Epifania è il momento in cui la Santissima Trinità Si manifesta simultaneamente: il Figlio è nell’acqua, lo Spirito Santo scende sotto forma di colomba e il Padre testimonia dai cieli: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

La presenza dello Spirito in forma di colomba ci riporta al diluvio di Noè, dove la colomba portò il ramoscello d’ulivo come segno di pace tra Dio e la terra. Ora, la colomba spirituale (duhovnicească) indica l’Arca della nostra salvezza: Cristo.

San Cirillo di Gerusalemme sottolinea l’importanza di questo momento per la nostra identità cristiana:

“Lo Spirito Santo è sceso su di Lui affinché noi sapessimo che, al nostro battesimo, sebbene non vediamo la colomba con gli occhi del corpo, la grazia dello Spirito scende veramente su di noi, sigillandoci per l’eternità.”²


III. La santificazione delle acque: Restaurazione della materia e della vita

Il Battesimo del Signore è anche una festa del creato. Attraverso la Sua entrata nel Giordano, Cristo santifica la natura delle acque, l’elemento primordiale che sostiene la vita sulla terra. Nella visione ortodossa, la materia non è qualcosa di male o degno di disprezzo, ma è destinata alla trasfigurazione.

L’Acqua Santa (Agheasma Mare), benedetta in questo giorno, porta in sé un potere spirituale (duhovnicesc) particolare, rimanendo incorrotta nel corso degli anni. Essa è un segno visibile della grazia invisibile che opera nel mondo. Per l’uomo moderno, spesso estraniato dalla natura, la Teofania è un appello alla responsabilità verso l’ambiente circostante, visto come “dono di Dio”.

San Gregorio di Nazianzo (il Teologo) esorta alla partecipazione attiva in questo mistero:

“Battezziamoci oggi insieme a Cristo, per essere anche glorificati insieme a Lui. Scendiamo nell’acqua per uscirne illuminati, poiché chi non muore al mondo attraverso l’acqua del battesimo, non può vivere in Dio.”³


IV. L’impatto spirituale: Dalla purificazione all’adozione

Il Battesimo del Signore è il prototipo del nostro Battesimo. Se per Gesù questo momento ha segnato l’inizio della Sua attività pubblica, per ogni cristiano il Battesimo è la porta d’ingresso nella vita in Cristo. Nel contesto attuale, in cui molti cercano “reset” dello stile di vita o vie di purificazione emotiva, l’Epifania offre l’unico autentico “reset” ontologico.

Essere “battezzati in Cristo” significa portare nel mondo la luce che Egli ha portato al Giordano. Significa vivere quotidianamente il mistero dell’apertura dei cieli attraverso la preghiera e le opere d’amore.


Conclusione: Accogliamo la luce dell’Epifania nelle nostre case e nei nostri cuori

La festa del Battesimo del Signore ci lascia con un forte appello al rinnovamento. I cieli sono rimasti aperti, ma dipende da noi se solleviamo lo sguardo verso di essi. Quando il sacerdote varca la soglia delle nostre case con l’acqua benedetta, non riceviamo solo una tradizione, ma una benedizione che vuole pulire l’ “Egitto” dei nostri peccati e fare spazio alla pace di Dio.

Vi esortiamo affinché in questo anno, per l’Epifania, non cerchiate solo la santificazione esteriore, ma cerchiate quel “compiacimento” del Padre nelle vostre vite. Facciamo del nostro cuore una terra feconda, capace di ricevere la rugiada dello Spirito Santo.

Esortazione all’azione: Prendete l’Acqua Santa con devozione, al mattino a digiuno, durante gli otto giorni della festa, e pregate affinché la luce manifestata al Giordano guidi i vostri passi in tutto il nuovo anno, rendendo la vostra vita una continua Epifania del bene.


Note a piè di pagina

¹ San Giovanni Crisostomo, Omelie su Matteo, Omelia XII.

² San Cirillo di Gerusalemme, Catechesi, Catechesi III sul Battesimo.

³ San Gregorio di Nazianzo, Discorso 39: Sulle Sante Luci (Epifania).

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